Il nuovo Skill Mix Manageriale: le competenze che guidano innovazione e competitività

Le organizzazioni operano oggi in un contesto caratterizzato da trasformazioni profonde e sempre più interconnesse. L’evoluzione degli scenari geopolitici, la diffusione dell’Intelligenza Artificiale, la crescente attenzione alla sostenibilità e i cambiamenti nelle aspettative delle persone stanno ridefinendo il modo di fare impresa e, di conseguenza, il ruolo del management.

In questo scenario, la capacità di gestire processi e risorse non è più sufficiente. Ai manager viene richiesto di interpretare fenomeni complessi, orientare le organizzazioni in contesti di incertezza e promuovere innovazione, competitività e sviluppo sostenibile.

Il progetto di ricerca “Skill Mix Manageriale. Servizi per l’analisi e la modellizzazione delle competenze manageriali per l’innovazione del territorio di Reggio Emilia”, promossa da Fondirigenti, insieme a CIS, Forma del Tempo, Confindustria Reggio Emilia e Federmanager Reggio Emilia, nasce proprio con l’obiettivo di comprendere quali siano oggi le competenze chiave per affrontare queste sfide. Attraverso un percorso di analisi che ha integrato letteratura scientifica, focus group e attività di assessment rivolte a manager e imprenditori, lo studio ha individuato un modello di competenze aggiornato e coerente con le esigenze del management contemporaneo.

Un contesto che cambia, un management che evolve

Uno dei principali risultati della ricerca riguarda la conferma della centralità dell’Open Management come paradigma di riferimento per la leadership contemporanea. La capacità di favorire collaborazione, apprendimento continuo, apertura verso l’esterno e sviluppo di reti relazionali continua infatti a rappresentare una leva fondamentale per sostenere innovazione e competitività.

Accanto a queste competenze, tuttavia, emergono nuove dimensioni che stanno assumendo un peso crescente nelle responsabilità manageriali:

  1. Gestione della complessità geopolitica: le dinamiche internazionali incidono sempre più sulle scelte aziendali. Per questo motivo diventa fondamentale sviluppare capacità di lettura degli scenari, comprendere le specificità dei diversi contesti e costruire reti relazionali in grado di supportare decisioni efficaci anche in situazioni caratterizzate da elevata incertezza.
  2. Governo dei processi di digitalizzazione e Intelligenza Artificiale: la trasformazione digitale non rappresenta più soltanto una questione tecnologica. I manager sono chiamati a comprendere il potenziale delle nuove tecnologie, promuoverne l’adozione in modo consapevole e accompagnare lo sviluppo delle competenze necessarie all’interno delle organizzazioni, mantenendo attenzione agli aspetti etici, organizzativi e di sicurezza.
  3. Sostenibilità sociale: la capacità di valorizzare le persone, favorire l’inclusione e creare contesti di lavoro equi e partecipativi emerge come una componente sempre più rilevante della leadership. Benessere organizzativo, ascolto e valorizzazione delle diversità rappresentano oggi elementi strettamente collegati alla capacità delle imprese di attrarre talenti e sostenere la propria competitività.
  4. Sostenibilità ambientale: interpretata sempre di più come una leva strategica e non esclusivamente come un adempimento normativo. Le organizzazioni sono chiamate a integrare la valutazione degli impatti ambientali nei propri processi decisionali e a sviluppare soluzioni capaci di coniugare innovazione, competitività e responsabilità.
Due profili manageriali emergenti

Uno dei risultati più interessanti della ricerca è l’identificazione di due profili manageriali distinti.

Attraverso un’analisi statistica dei dati raccolti, i ricercatori hanno individuato due cluster che rappresentano differenti modalità di affrontare le sfide del contesto contemporaneo.

È importante sottolineare che non si tratta di una classificazione tra manager “adeguati” e manager “non adeguati”. I due profili rappresentano piuttosto modi diversi di interpretare il ruolo manageriale e di percepire le proprie competenze.

Cluster 1 - Explorer della complessità

È il cluster dei manager strutturati, orientati alla crescita e alla complessità.
Raccoglie prevalentemente dirigenti e manager senior, inseriti in organizzazioni medio-grandi o grandi, spesso internazionalizzate, con maggiore accesso a risorse, reti e leve decisionali. Questi manager si percepiscono competenti su tutte le cinque dimensioni chiave: Open Management, geopolitica, IA/digitalizzazione, sostenibilità sociale e ambientale.

  • Vivono l’openness come leva strategica, non come valore astratto (innovazione collettiva, apprendimento dagli errori, networking orientato al business)
  • Affrontano la complessità esterna con un approccio attivo (scenario planning, uso di reti, consulenti, partnership)
  • Considerano l’IA e digitalizzazione come terreno di governo manageriale, non solo tecnico
  • Leggono sostenibilità ambientale e sociale come dimensioni integrate alla strategia e all’innovazione, non come adempimenti.

Si tratta, quindi, di manager evoluti, orientati al futuro, capaci di stare nella complessità senza difendersi, con un’identità professionale forte e una buona fiducia nel proprio ruolo.

Cluster 2 - Custodi della stabilità

È il cluster dei manager più difensivi, radicati nel contesto e concentrati sulla tenuta interna. È composto in larga parte da manager e responsabili operanti in PMI o organizzazioni meno strutturate, con minor presenza dirigenziale e una maggiore concentrazione su ruoli HR/gestionali. Qui emerge una autovalutazione sistematicamente più bassa su tutte le dimensioni chiave, in particolare su IA/digitalizzazione e complessità geopolitica.

  • L’openness è vissuta più come relazione e appartenenza che come leva strategica. È forte il senso di identità con l’azienda e con i colleghi
  • La complessità esterna viene percepita più come un vincolo da affrontare che come un’opportunità
  • Su IA e digitale il comportamento reale spesso c’è, ma la fiducia di ruolo è fragile: prevale una sottostima di sé e una percezione di “non essere all’altezza”
  • La sostenibilità sociale è sentita e praticata nel quotidiano, ma più come
    responsabilità morale che come disegno sistemico.

Si tratta di manager affidabili, orientati alla cura e alla tenuta dell’organizzazione, meno proiettati verso il futuro, con un rapporto più prudente (talvolta insicuro) con l’innovazione e la complessità.

Dalla ricerca all'azione: uno strumento per misurare il proprio profilo manageriale

Uno dei risultati più concreti del progetto “Skill Mix Manageriale” è la realizzazione di uno strumento di assessment sviluppato a partire dalle evidenze emerse dalla ricerca.

L’assessment consente a manager, imprenditori e professionisti di confrontare il proprio profilo con i modelli individuati dall’analisi e di ottenere una fotografia strutturata delle proprie competenze rispetto alle cinque dimensioni che caratterizzano il management contemporaneo: Open Management, complessità geopolitica, Intelligenza Artificiale e digitalizzazione, sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale.

Attraverso la compilazione del questionario, ogni partecipante può conoscere il cluster manageriale a cui risulta maggiormente affine, comprendere il proprio posizionamento nelle diverse aree di competenza e ricevere un profilo personalizzato che restituisce sia una valutazione complessiva sia indicazioni specifiche per ciascuna dimensione analizzata.

Lo strumento rappresenta un’opportunità utile non solo per la crescita individuale, ma anche per supportare aziende e organizzazioni nell’identificazione di priorità formative, percorsi di sviluppo manageriale e iniziative di rafforzamento delle competenze strategiche.

Conoscere il proprio profilo manageriale costituisce il primo passo per affrontare con maggiore consapevolezza le sfide della trasformazione in corso e sviluppare le competenze necessarie per guidare innovazione, competitività e sostenibilità nel lungo periodo.

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