SKILL MIX MANAGERIALE: le competenze per affrontare il futuro

Il nuovo Skill Mix Manageriale: le competenze che guidano l'innovazione nelle imprese

Negli ultimi anni il modello di Open Management si è affermato come uno dei principali riferimenti per le organizzazioni orientate all’innovazione. Un approccio fondato su collaborazione, trasparenza, responsabilizzazione delle persone e apertura al cambiamento, che ha contribuito in modo significativo alla competitività di molti territori industriali, tra cui quello di Reggio Emilia.

Oggi, però, il contesto economico e sociale sta cambiando con una rapidità senza precedenti. Instabilità geopolitica, trasformazione digitale, intelligenza artificiale, sostenibilità ambientale e nuove aspettative delle persone stanno ridefinendo il ruolo del management.

Per questo motivo, il modello dell’Open Management viene oggi riesaminato e aggiornato, con l’obiettivo di individuare un’evoluzione necessaria per garantire innovazione continua e resilienza del sistema imprenditoriale.

Il progetto di ricerca “Skill Mix Manageriale. Servizi per l’analisi e la modellizzazione delle competenze manageriali per l’innovazione del territorio di Reggio Emilia”, promosso da Fondirigenti, insieme a CIS, Forma del Tempo, Confindustria Reggio Emilia e Federmanager Reggio Emilia, nasce proprio da questa esigenza: comprendere quali competenze saranno decisive per sostenere competitività e crescita nel medio-lungo periodo, mantenendo al centro i principi dell’Open Management ma ampliandoli alla luce delle nuove sfide globali.

La prima fase della ricerca ha portato alla definizione di un modello strutturato di competenze manageriali, capace di identificare le abilità chiave necessarie per affrontare le trasformazioni del presente e del futuro.

Il modello non nasce da una riflessione teorica astratta, ma è il risultato di un percorso di ricerca-azione sviluppato a partire dalle specificità del territorio e dal confronto diretto con il tessuto imprenditoriale locale.

La metodologia adottata ha integrato:

  • l’analisi del modello di management “open” tipico del contesto reggiano;
  • momenti di confronto con manager e imprenditori, attraverso focus group dedicati all’individuazione delle competenze emergenti;
  • un solido impianto scientifico fondato su studi recenti in materia di innovazione, leadership e sostenibilità.

Questo approccio ha consentito di costruire un framework di competenze strategiche in grado di ridefinire il profilo manageriale richiesto dalle sfide economiche, sociali e organizzative dei prossimi anni.

1. Leggere il mondo: le competenze geopolitiche

La prima dimensione riguarda la capacità di operare in un contesto internazionale sempre più instabile. Le tensioni geopolitiche, le trasformazioni economiche globali e la frammentazione dei mercati hanno effetti diretti sulle imprese, dalle supply chain agli investimenti.

Per questo il manager del futuro dovrà sviluppare competenze che gli consentano di leggere e interpretare la complessità del contesto globale.

Il modello individua alcune capacità chiave:

  • monitorare gli scenari internazionali e anticiparne gli impatti sul business;
  • tradurre i cambiamenti geopolitici in scelte operative concrete;
  • sviluppare una sensibilità costante verso le dinamiche globali;
  • costruire reti di relazioni e collaborazioni internazionali;
  • comprendere culture e contesti differenti attraverso il dialogo con esperti e stakeholder.
2. Guidare le persone in organizzazioni sostenibili: le competenze sociali

La seconda area riguarda la sostenibilità sociale e la qualità delle relazioni interne all’organizzazione. Le imprese più innovative sono sempre più consapevoli che benessere, inclusione e sicurezza psicologica rappresentano fattori fondamentali per favorire engagement, creatività e capacità di adattamento.

In questo scenario il manager è chiamato a:

  • creare ambienti di lavoro aperti e sicuri;
  • valorizzare le persone e comprenderne motivazioni e bisogni;
  • promuovere equità nei percorsi di crescita e valutazione;
  • favorire inclusione e gestione positiva delle diversità.

La leadership evolve quindi verso un modello più empatico, partecipativo e orientato alla costruzione di organizzazioni sostenibili nel lungo periodo.

3. Governare la tecnologia: le competenze sull’IA e la digitalizzazione

L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più profonde che il management si trova oggi ad affrontare. Il nuovo modello non richiede ai manager di diventare specialisti tecnologici, ma di sviluppare la capacità di comprendere il potenziale dell’AI e guidarne l’adozione in modo consapevole.

Tra le competenze emergenti assumono particolare rilevanza:

  • la conoscenza delle principali applicazioni dell’intelligenza artificiale;
  • la capacità di promuovere cultura digitale all’interno dell’organizzazione;
  • un approccio critico rispetto ai contenuti e alle informazioni generate dall’AI;
  • l’attenzione agli aspetti etici, alla privacy e all’utilizzo responsabile dei dati.

La tecnologia, quindi, non viene interpretata soltanto come strumento operativo, ma come leva strategica di trasformazione organizzativa.

4. La sostenibilità ambientale come leva operativa

La sostenibilità ambientale costituisce un’ulteriore dimensione centrale del nuovo modello manageriale. Oggi alle imprese non viene richiesto soltanto di ridurre il proprio impatto ambientale, ma di integrare la sostenibilità nelle strategie di sviluppo e innovazione.

Per questo il management deve essere in grado di:

  • trasformare gli obiettivi di sostenibilità in azioni concrete;
  • coinvolgere le persone in percorsi di cambiamento di lungo periodo;
  • costruire reti e collaborazioni sui temi ambientali;
  • coniugare sostenibilità e competitività.

La sostenibilità non è più vista come un elemento separato dal business, ma come una componente strutturale della capacità competitiva dell’impresa.

Verso una nuova evoluzione del management

Il modello sviluppato dal progetto “Skill Mix Manageriale” mostra chiaramente come il management stia entrando in una nuova fase evolutiva.

L’Open Management resta il punto di partenza, ma le sfide contemporanee richiedono un ampliamento delle competenze manageriali: maggiore visione sistemica, capacità di interpretare la complessità e attitudine a guidare innovazione e cambiamento in modo sostenibile.

In uno scenario sempre più instabile e interconnesso, il valore del manager non sarà determinato soltanto dalle competenze tecniche, ma dalla capacità di creare organizzazioni aperte, resilienti e pronte ad affrontare il futuro.

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